La teledermatologia entra in farmacia e apre una nuova prospettiva per la presa in carico territoriale dei pazienti con vitiligine. Questa mattina, a Palazzo Pirelli, Regione Lombardia ha ospitato la presentazione dei risultati del progetto pilota realizzato tra maggio e giugno 2026 in cinque farmacie di Milano, con il coinvolgimento di tre centri dermatologici di riferimento e sei specialisti.
L’iniziativa ha previsto lo svolgimento di visite di follow-up in modalità televisita direttamente all’interno delle farmacie aderenti. Un modello pensato per avvicinare il paziente allo specialista, ridurre le difficoltà organizzative legate ai controlli periodici e sostenere la continuità delle cure nelle patologie croniche. La sperimentazione ha coinvolto la Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, l’Irccs Humanitas Research Hospital e l’Irccs Policlinico San Donato. Il progetto è stato sviluppato con Federfarma Lombardia e i dermatologi dei principali centri regionali, con il patrocinio di Apiafco e il contributo incondizionato di Incyte. Al centro del confronto, moderato dalla giornalista Manuela Donghi, il ruolo della farmacia dei servizi come presidio sanitario integrato nella rete assistenziale.
Alla presentazione hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni regionali, farmacisti, specialisti, associazioni di pazienti e industria: Emanuele Monti, presidente della Commissione IX Sostenibilità sociale, casa e famiglia di Regione Lombardia, Angelo Valerio Marzano, direttore della Dermatologia della Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Valeria Corazza, presidente di Apiafco, Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, e Nicola Bencini, regional vicepresident e general manager di Incyte Italia.
Oltre 330.000 gli italiani colpiti da vitiligine
La vitiligine è una patologia cronica autoimmune che, oltre a richiedere controlli e monitoraggio nel tempo, può avere un impatto rilevante sulla qualità di vita di chi ne soffre. La possibilità di effettuare il follow-up in farmacia può contribuire a ridurre gli spostamenti, rendere più semplice il contatto con il dermatologo e favorire una maggiore regolarità nel percorso terapeutico.
L’esperienza milanese mostra come la telemedicina possa rafforzare il collegamento tra territorio e centri specialistici. La farmacia diventa così non soltanto il luogo di dispensazione del farmaco, ma anche un punto di accesso organizzato ai servizi, capace di accompagnare il paziente e facilitare il dialogo con il clinico. «La sanità di prossimità è una realtà in Lombardia» ha detto Emanuele Monti, presidente della Commissione IX Sostenibilità sociale, casa e famiglia di Regione Lombardia «e questa sperimentazione è il vero senso della farmacia dei servizi che tutti noi sosteniamo: unire le forze per semplificare la vita dei pazienti». «Le farmacie sono pronte» ha affermato Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia. «Abbiamo investito tantissimo in tecnologia grazie al sostegno della Regione e possiamo essere utili in diversi ambiti, sulla vitiligine, ma anche su tante altre patologie. La teledermatologia rappresenta uno strumento importante per favorire la continuità assistenziale, rafforzare l’aderenza terapeutica e avvicinare i servizi sanitari ai cittadini».
L’incontro in Regione è stato, infatti, l’occasione per discutere la possibile evoluzione di questi modelli nell’ambito del DM 77, della diffusione della telemedicina e del consolidamento della farmacia dei servizi. Il valore della sperimentazione risiede soprattutto nella sua potenziale replicabilità: il modello potrebbe essere esteso ad altre aree della Lombardia e, in prospettiva, ad altre patologie croniche che richiedono controlli specialistici periodici.
Per il farmacista, il progetto amplia il perimetro dei servizi di prossimità: la farmacia può diventare uno spazio attrezzato per il follow-up da remoto, sostenendo l’aderenza terapeutica e intercettando eventuali difficoltà nel percorso di cura. Restano centrali la formazione del personale, la disponibilità di ambienti riservati, l’integrazione tecnologica con gli specialisti e la definizione di procedure condivise.
